Racconti di Natale: Il dono – Il piccolo ospite – Presepe di luce

Presentiamo qui di seguito tre brevi racconti a tema natalizio. Ciascuno evidenzia un diverso aspetto del Natale: la carità, l’accoglienza, il presepe. Aspetti che spesso e volentieri vengono dimenticati, in luogo di una semplice e sfrenata rincorsa “al regalo”. Rispolveriamo quindi in queste righe l’essenza autentica del Natale.

 

Il dono

In un paesino, nella notte di Natale, le campane suonavano da sole. Così narra la leggenda.

Un anno, passò dal paese un povero, e nessuno gli fece l’elemosina. Da allora, le campane non suonarono più.

Il parroco chiese allora ai parrocchiani di portare quello che potevano per i poveri. E, la notte di Natale, tutti portarono doni.

Anche due bambini si avviarono alla chiesa. Avevano una moneta d’argento, frutto dei loro sacrifici. Ma lungo la strada videro un povero che si lamentava e gli diedero la moneta. Giunti in chiesa, posarono sull’altare le loro mani vuote.

Proprio in quel momento, le campane ricominciarono, dolcemente, a suonare.

(N. Oddi Azzanesi)

 

Il piccolo ospite

Nevicò per tre giorni e alla vigilia di Natale la neve era alta. Ma in quasi tutte le case era acceso un bel fuoco e la gente, affaccendata nei preparativi della festa, non sentiva il freddo.

Le strade erano deserte e le porte tutte chiuse. Solamente un bambino biondo, sull’imbrunire, andava per le strade e bussava di porta in porta.

Il bambino implorava, più con lo sguardo che con le parole; ma le porte gli si chiudevano in faccia di colpo.

Aveva bussato alle porte delle case di migliore apparenza, finalmente picchiò a quella della casuccia della vedova Marta.

–          Un bambino! Un bambino! – ripeterono le voci dei ragazzi. Marta prese il piccolo ospite per mano e lo fece entrare.

Sul focolare ardevano appena due tizzi e l’aria era fredda; il bambino guardava intorno con i grandi occhi azzurri e tremava.

Allora la povera Marta, per riscaldarlo un poco, non seppe che stringerlo al cuore, fra le sue braccia materne.

Nello stesso momento una grande fiamma si levò sul focolare, tutta la stanza scintillò, più splendida di una reggia.

E l’ospite biondo non c’era più, sparito in quella gran luce. Ma tutti ancora lo sentivano in cuore, perché tutti avevano riconosciuto il Bambino Gesù.

(G. Fanciulli)

 

Presepe di luce

I bambini di una piccola scuola sperduta tra i monti e i boschi vogliono fare il presepe.

Ecco il muschio, i sassi per la grotta, la paglia per la mangiatoia, la ghiaia per tracciare le stradine… ecco i rametti di pungitopo, di pinastro, di abete per gli alberelli; ecco un pezzetto di stagnola per ritagliare la stella cometa. Ma le statuine sono poche: un Bambino Gesù e un Pastore.

I bambini sono desolati: come si può fare un presepe con due statuine sole?

Ma Laura dice: – Sì, possiamo farlo lo stesso, basta che ci sia Gesù-

–          E la Madonna?  E San Giuseppe? E il bue e l’asinello?

–          Al loro posto metteremo tante candeline accese.

I bambini della piccola scuola fanno allegramente il loro presepe: un presepe pieno di luce.

(N. Oddi Azzanesi)

Immagini: morguefile

Un Commento to “Racconti di Natale: Il dono – Il piccolo ospite – Presepe di luce”

  1. gennaio 2015

    Olga Ramirez Rispondi

    mi ha piaciuto molto “pressepe di luce”. veramente il bambino Gesu c’e il piu importante nel presepe.

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